Mario Draghi negli ultimi mesi è stato paragonato a tanti personaggi: è stato il dantesco Caronte, traghettatore (in potenza) dell’Europa fuori dalla crisi ed è stato Cesare che guada un metaforico Rubicone della pazienza tedesca.
Oggi Draghi non è né Caronte né Cesare: è un moderno Garibaldi nel tentativo finale di unire l’Europa. Forte dell’opinione dell’avvocato generale della Corte di Giustizia Europea, che nelle motivazioni a favore del meccanismo OMT aveva investito la BCE del forte mandato di creare una sempre maggiore coesione e integrazione dell’eurozona, il presidente della BCE Draghi è obbligato oggi al tutto per tutto.
“Qui si fa l’Europa o si muore”. Parafrasando le parole attribuite a Giuseppe Garibaldi in occasione della sanguinosa battaglia di Calatafimi pare evidente l’analogia, seppure in diverso contesto, tra il condottiero dell’Italia unita e l’italiano Draghi, ultima speranza per un’Europa sferzata dai venti indipendentisti.
La riunione di politica monetaria di oggi per certi versi già scontata dai mercati, potrebbe vedere tuttavia elementi di sorpresa: il consiglio direttivo è chiamato a misure incisive e, per molti analisti, di entità maggiore a quelle trapelate da alcune indiscrezioni di ieri. Draghi potrebbe annunciare un piano di acquisti addirittura superiore ai 50 miliardi di euro mensili di cui si è parlato già nella serata di ieri, prendendo così le redini di un programma di quantitative easing più adeguato alle esigenze correnti dell’Europa.
L’opposizione dei tedeschi, dopo gli ultimi dati sull’inflazione, è stata affidata alle timide parole della cancelliera tedesca Angela Merkel che ha sottolineato come il QE della BCE non deve fermare il percorso di riforma strutturale nei paesi dell’eurozona: affermazioni in linea con la posizione dei tedeschi, ma che di fatto costituiscono una raccomandazione dal sapore genitoriale.
Draghi, come ha già dimostrato in precedenza con le sue prese di posizione nette, vuole essere ricordato come il banchiere centrale che ha salvato l’Europa e oggi a Francoforte avrà la possibilità di iniziare il percorso per uscire dall’emergenza.
Market Movers (calendario economico)
Alle 13:45 in Europa la riunione di politica monetaria dovrebbe mantenere invariati i tassi di riferimento allo 0.05%. Alle 14:30 la conferenza stampa del presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi.
Alle 14:30 negli Stati Uniti il dato sulle nuove richieste di sussidi di disoccupazione attesi a 300 mila unità rispetto alle 316 mila della rilevazione precedente.
Alle 2:45 in Cina il dato preliminare PMI manifatturiero elaborato da HSBC è atteso stabile a 49.6.
EURUSD Cambio Euro Dollaro
Moneta unica in rialzo questa mattina si riporta in area 1.16 nel rapporto con il biglietto verde. I movimenti sono attesi moderati fino alla riunione di politica monetaria della BCE del primo pomeriggio. Gli scenari sono ancora incerti, soprattutto dal punto di vista delle condizioni e dell’entità del programma di QE che sarà, con ottima probabilità, annunciato già oggi. Il mercato sconta già un eventuale piano di acquisto asset da 50 miliardi di euro al mese, ma è una possibile e maggiore incisività dell’azione della BCE che potrebbe portare ad ulteriori ribassi sul cambio EURUSD. Soprattutto la modulazione del piano in previsione dell’elezione in Grecia di Domenica sarà importante.
GBPUSD Cambio Sterlina Dollaro
Il cable dovrebbe proseguire laterale anche nella giornata di oggi dopo essersi attestato, come anticipato ad inizio settimana, in un range laterale a cavallo del livello di 1.5150. Dopo il nulla di fatto emerso dalla pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione di politica monetaria della Bank of England, i movimenti di oggi saranno interamente catalizzati dalla BCE che dovrebbe annunciare un piano di acquisto asset (QE ndr).
USDJPY Cambio Dollaro Yen
Dopo l’aumento di volatilità tra 117.0 e 119.0 sulla scia delle dichiarazioni del BOJ Kuroda, si ridimensiona leggermente il rapporto tra biglietto verde e divisa nipponica portandosi in area 117.80 dai massimi della notte a 118.30. La giornata odierna sarà governata interamente dalla riunione di politica monetaria della BCE con la possibilità che l’annuncio di un piano di QE da parte di Francoforte favorisca l’apprezzamento del dollaro nei confronti dello yen per effetto di un atteggiamento di risk on sui mercati.
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