Analisi Forex 7 ottobre 2014: Euro, Sterlina e Yen

È un vero e proprio concorso di body building quello lo spettacolo che stanno dando i banchieri centrali delle grandi economie mondiali: mostrano i programmi di quantitative easing e si sfidano sulle date del rialzo dei tassi. È guerra (virtuale) aperta tra FED e Bank of England dove ai dati macroeconomici statunitensi molto incoraggianti usciti nelle settimane scorse, l’istituto di Londra risponde con l’atteggiamento che abbiamo conosciuto anche l’estate scorsa: sarete anche voi i primi a rialzare i tassi, ma saremo noi (inglesi ndr) ad avere un tasso di riferimento più alto.

Sfide ormonali da banchieri centrali o meno, la tensione e le dichiarazioni di queste ore sono un chiaro indicatore che i mercati fremono per un’inversione di tendenza. Passano in secondo piano le tensioni geopolitiche e le proteste cinesi: e passa in secondo piano, quasi in sordina, l’intervento della Banca Centrale Russa da un miliardo di dollari (980 milioni USD) per sostenere un Rublo sempre più debole.

Staremo a vedere come la situazione evolverà nei prossimi giorni: ma c’è da scommetterci che ne vedremo delle belle.

Market Movers

Alle 8:30 conferenza stampa del governatore della Bank of Japan Kuroda. Alle 9:15 in Svizzera le vendite al dettaglio attese a 0.7% dal -0.6% della lettura precedente, mentre il tasso d’inflazione è atteso in recupero a 0.2% dallo 0.0% precedente.

Alle 10:30 nel Regno Unito il dato su produzione industriale attesa in calo a 0.2% dallo 0.5% della lettura scorsa, mentre la produzione manifatturiera dovrebbe mostrare un rallentamento meno marcato a 0.1% da 0.3% della rilevazione precedente.

Alle 14:30 i nuovi permessi edilizi in Canada dovrebbero far registrare una brusca frenata a -13.0% dal mese precedente a 11.8%. Alle 16:00 negli Stati Uniti il report del JOLTs sul turnover del mercato del lavoro che dovrebbe attestarsi a 4.71 milioni di unità dai 4.67 milioni della lettura scorsa.

Alle 19:20 e alle 21:00 terranno un discorso i membri del FOMC (rispettivamente) Kocherlakota e Dudley.

Nella notte alle 1:50 in Giappone il dato sulla spesa corrente attesa a 198 miliardi dai 417 miliardi della lettura precedente. Alle 3:45 il dato PMI cinese elaborato da HSBC sul settore servizi atteso in lieve calo a 53.8 dal precedente a 54.1. Alle 7:00 il monthly report della Bank of Japan.

EURUSD

La moneta unica fa i conti senza l’oste recuperando terreno sull’onda dell’indebolimento del dollaro contro yen e riportando il rapporto con il biglietto verde a 1.2640 in prossimità dei massimi dell’area verde di floor identificata nell’andamento degli ultimi anni (grafico). Ci sono diversi fattori che hanno influenzato questo movimento: al di là delle motivazioni tecniche che possono aver spinto il cambio dai minimi di domenica notte a 1.2510 fino a questi livelli, pesa il flight-from-dollar (l’abbandono del dollaro) nei confronti dello yen dopo che Draghi ha deluso chi dava per imminente l’inizio dell’era quantitative easing che sembra ora piuttosto lontana.

GBPUSD

La sterlina ha subito un destino analogo all’euro e allo yen giapponese. Una debolezza del biglietto verde che ha riportato i prezzi oltre 1.6080 riavvicinando il cable a 1.61. In questo caso, il governatore della Bank of England Mark Carney ha lasciato intendere che, anche se saranno gli Stati Uniti i primi a inaugurare il rialzo dei tassi, la divergenza di politiche monetarie virerà in favore del Regno Unito: in altre parole, “attenta Janet, arriveremo anche noi (inglesi ndr) e ti supereremo”. Di tutta risposta il famoso cavo ha abbandonanto i minimi relativi a 1.5950 per risalire verso 1.61 e la prospettiva di ulteriori rialzi in vista della riunione di politica monetaria di giovedì.

USDJPY

Lo yen ai livelli minimi da sei anni è una buona notizia per l’economia nipponica e un sollievo per la Bank of Japan, che nella riunione di politica monetaria odierna ha mantenuto invariata la sua linea sostenendo che aumenterà il programma di quantitative easing da 60 a 70 trilioni di yen annui. Anche i tassi d’interesse di riferimento sono rimasti invariati con la BOJ ha un alleato migliore di molti altri strumenti di politica monetaria: lo yen forte che creerà pressioni inflazionistiche nel paese. Di tutta risposta, lo yen che aveva già iniziato ad apprezzarsi con l’apertura di domenica e nella giornata di ieri stornando dai massimi a 110 fino a 108.70, ha proseguito nelle prime ore di contrattazione di oggi fino a 108.40 sulle parole di Kuroda. La discesa dai massimi rientra anche nella ciclicità tecnica descritta dai canali rialzisti con il prossimo target in area 108 dove si incontrano canale rialzista di medio periodo e supporto chiave (grafico) anche sull’onda di uno storno dei mercati azionari nipponici con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo che cede nella seduta asiatica lo 0-67%.

 

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