Calendario economico e analisi Forex: Non Farm Payroll

Il dato sui non farm payroll in uscita oggi e l’employment report (rapporto sull’occupazione ndr) di Settembre negli Stati Uniti la riunione della BCE di ieri a Napoli passa in secondo piano.

Sicuramente molti hanno notato come il dato ADP sul mercato del lavoro statunitense uscito mercoledì non abbia giovato, come era atteso, ad un biglietto verde già particolarmente tonico e le motivazioni vanno ricercate nella capacity utilization (utilizzazione ndr) che rende il dato di oggi particolarmente importante.

Il fattore è stato riportato alla ribalta da studi effettuati sul mercato del lavoro che hanno evidenziato come le performance particolarmente rassicuranti degli Stati Uniti non tengano in considerazione il famoso “part-time limbo” in cui un numero rilevante di lavoratori si trova bloccato senza prospettive di miglioramento.

Una variabile su cui Janet Yellen aveva più volte posto l’accento e che può permettere alla FED di guadagnare tempo prezioso nella prosecuzione della politica monetaria accomodante. Infatti, se i mercati scontano un’interruzione del quantitative easing in Ottobre, la data del primo rialzo dei tassi è ancora sconosciuta. E nonostante siano sempre maggiori le pressioni sul governatore anche in virtù dei dati provenienti da inflazione e dollaro forte, le preoccupazioni crescenti sugli effetti sui mercati di un cambio di rotta della FED in termini di politica monetaria, rendono quello del governatore della banca centrale americana in questo periodo un lavoro molto difficile.

Market Movers

Alle 10:30 nel Regno Unito il dato PMI del settore servizi atteso in calo a 59.1 rispetto al dato precedente a 60.5. Alle 11:00 in zona euro il dato sulle vendite al dettaglio atteso in recupero a 0.1% dal precedente -0.4%.

Alle 14:30 il dato sulla bilancia commerciale canadese attesa a 1.50 miliardi rispetto ai 2.58 miliardi della lettura precedente. Lo stesso dato negli Stati Uniti dovrebbe attestarsi a -40.90 miliardi rispetto al dato precedente a -40.60 miliardi.

Sempre alle 14:30 negli Stati Uniti il dato sui non farm payroll atteso a 215 mila unità rispetto alle 142 mila unità del dato precedente per un dato di disoccupazione atteso stabile a 6.1%. Alle 16:00 l’indice ISM non manifatturiero atteso a 58.5 leggermente inferiore al precedente a 59.6.

EURUSD

Sono diversi i fattori che hanno riportato la moneta unica in zona 1.2670 dal minimo relativo a 1.2580 di inizio settimana, ma uno in particolare ha ridato spinta alla moneta unica: si allontana lo spettro quantitative easing. Nonostante Draghi, nell’appuntamento con la politica monetaria della BCE, abbia sottolineato la disponibilità unanime del consiglio direttivo ad intraprendere misure non convenzionali all’interno del mandato della BCE, il messaggio che è trapelato è che al momento le misure messe in atto (programmi TLTRO, ABS e Covered Bonds) sono più che sufficienti a garantire la trasmissione degli strumenti di politica monetaria all’economia reale. Tecnicamente quindi EURUSD si è riportato nella parte alta del canale ribassista di medio periodo e sopra il livello chiave a 1.2650. La prima parte della giornata odierna sarà caratterizzata da una lateralizzazione in vista dei dati del pomeriggio negli Stati Uniti, non farm payroll (14:30) e ISM non manifatturiero (16:00) che sono destinati a creare parecchia volatilità.

GBPUSD

La sterlina continua a subire una certa forza del dollaro statunitense riportandosi intorno a 1.6150 e definendo un nuovo canale ribassista di breve periodo (grafico). I dati deludenti nel Regno Unito sono solo la punta dell’iceberg del movimento iniziato ancora due settimane fa e che ha abbattuto nuovamente il cable dai massimi relativi a 1.65. Le prime ore di contrattazione della seduta europea si prospettano interlocutorie in attesa dei dati americani del pomeriggio.

USDJPY

Recupera terreno invece lo yen giapponese probabilmente dopo un intervento della BOJ che aveva sottolineato come l’eccessiva forza del biglietto verde contro la valuta nipponica mettesse i bastoni tra le ruote al delicato equilibrio degli Abenomics. Inoltre pesa sul rapporto USDJPY la situazione a Hong Kong dove la protesta, seppur pacifica, ha creato un effetto di incertezza che ha favorito lo yen come valuta rifugio riportandolo in area 108.50 contro biglietto verde dai massimi relativi a 110. La prospettiva, quindi, in un clima di accese tensioni geopolitiche e delle proteste in Asia è che lo yen ritorni ad avere un certo appeal come bene rifugio riproponendo livelli vicini a 107.50. Tuttavia l’attesa è per l’uscita dei dati macro negli Stati Uniti che creeranno volatilità su USDJPY, volatilità già iniziata questa nottecon il ritorno a 108.90 dai minimi toccati a 107.90 dove, sull’onda del PMI non manifatturiero cinese deludente che fa registrare un 54.0 rispetto alle attese a 54.4 e con il mercato azionario nipponico che chiude poco sotto la parità.

 

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