Calendario economico e analisi valute 26 settembre 2014

La crisi ucraina sembra aver trovato una via di svolta secondo il primo ministro Poroshenko che sostiene che il peggio del conflitto è alle spalle, dato che si è ricominciato a parlare del vero nocciolo della questione, il gas russo.

Tuttavia, il conflitto armato ha lasciato da tempo terreno ad una rivisitazione della guerra fredda: le sanzioni europee e americane hanno colpito nel segno mettendo in seria difficoltà l’amministrazione Putin che cerca ora la rappresaglia con una contromossa destinata a scatenare un vero polverone: indiscrezioni dicono che una squadra si all’opera per presentare una legge in grado di congelare i beni occidentali in Russia con il fine dichiarato dii finanziare salute ed educazione, le prime voci di spesa tagliate dal Cremlino.

Un punto di svolta che potrebbe far schizzare alle stelle la tensione internazionale, mentre la propaganda interna potrebbe ricompattare l’opinione pubblica e sedare gli animi infuocati.

Market Movers

Alle 14:30 il dato trimestrale sul PIL negli Stati Uniti atteso in aumento a 4.6% dal 4.2% della rilevazione precedente. Alle 15:55 il dato elaborato dall’università del Michigan sulla fiducia dei consumatori atteso in rialzo a 84.7 dal precedente a 84.6.

EURUSD

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Parziale recupero nel pomeriggio di ieri per la moneta unica che, toccato il fondo del barile della settimana in corso a 1.27, ha mostrato un po’ di orgoglio tornando oltre quota 1.2750, nonostante le parole di Draghi che ha dichiarato che la BCE, nel cercare di risolvere il problema legato all’inflazione, ha “dimenticato” il mercato del lavoro lasciando correre il tasso di disoccupazione a livelli di guardia. I dati americani nel pomeriggio di ieri sugli ordinativi di beni durevoli usciti peggiori delle attese hanno indebolito il dollaro contro tutte le altre valute principali. Oggi l’attenzione sarà tutta concentrata sul PIL americano alle 14:30 e sull’indice Michigan delle 15:55.

GBPUSD

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Anche la sterlina inglese rimbalza dai minimi a 1.63 sui dati americani e si riporta in terreno laterale. L’assenza di dati nel Regno Unito oggi lascerà parzialmente il cable in balìa dei movimenti del biglietto verde che potrebbero dimostrarsi piuttosto violenti in caso di sostanziali scostamenti dalle attese soprattutto sull’osservato speciale, il dato sul PIL americano, che dovesse confermare le attese, aprirebbe scenari favorevoli ad un rialzo dei tassi negli Stati Uniti.

USDJPY

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Un vero crollo quello che ha interessato lo yen giapponese nel suo rapporto col dollaro sui dati del pomeriggio di ieri riportanto il cambio USDJPY in area 108.50 dai massimi relativi oltre 109 salvo poi ritravviare in nottata in concomitanza della seduta asiatica anche a causa del declino dei mercati azionari nipponici con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo che cede lo 0.88%. Ma il vero driver di questo movimento è il dato deludente sull’inflazione nazionale uscita ieri notte al 3.3% rispetto al 3.4% atteso, mentre il dato relativo alla capitale Tokyo è uscito in linea con le attese al 2.9%. Poca cosa se si considera che il trend dell’inflazione in Sol Levante ha preso una china particolarmente positiva nell’ultimo anno.

Analisi AvaTrade

 

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